Infortuni sul lavoro: dati di incidenza in miglioramento, ma la tendenza resta stazionaria
Per quanto riguarda gli infortuni occorsi ai lavoratori, nel 2025 i casi denunciati in occasione di lavoro, avvenuti cioè durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, hanno segnato un lieve aumento dello 0,5%, passando da 412.984 a 414.917. Più sostenuto l’incremento degli infortuni in itinere, occorsi nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro, che sono cresciuti del 2,4% raggiungendo quota 104.417 rispetto ai 101.991 casi del 2024. Gli infortuni avvenuti “fuori dall’azienda” (in itinere o in occasione di lavoro con mezzo di trasporto) sono stati complessivamente 121mila, pari al 23,4% del totale delle denunce.
Sul fronte dei casi mortali si registra un segnale positivo: le denunce mortali complessive per i lavoratori sono state 1.189, segnando una diminuzione del 3,3% rispetto alle 1.226 dell’anno precedente (37 casi in meno). Nel dettaglio, si registra una riduzione del 4,1% per i decessi in occasione di lavoro (da 928 a 890) e una sostanziale stabilità per quelli in itinere (299 decessi).
Rapportando le denunce al numero degli occupati Istat, l’incidenza mostra un miglioramento:
- Infortuni in occasione di lavoro: il valore del 2025 si attesta a 1.720,4 casi ogni 100mila occupati, inferiore dello 0,3% rispetto al 2024 e del 13,4% rispetto al 2019.
- Casi mortali in occasione di lavoro: l’incidenza scende a 3,69 decessi ogni 100mila occupati, registrando una riduzione del 4,9% rispetto al 2024 e del 5,4% rispetto al 2019.
Tuttavia, sebbene i tassi di incidenza legati all’occupazione mostrino che i dati sono migliorati, se si guarda la tendenza complessiva del periodo più recente ci si trova sostanzialmente su un piano orizzontale di stabilità dell’andamento.
La distribuzione territoriale e regionale degli infortuni
Il leggero incremento delle denunce di infortunio in occasione di lavoro (+0,5%) è la sintesi di contrazioni registrate nel Nord-Ovest (-1,3%) e al Sud (-0,2%) e di incrementi rilevati nelle Isole (+3,1%), al Centro (+2,4%) e nel Nord-Est (+0,6%).
A livello di ripartizione geografica, la quota maggiore dei casi si concentra nel Nord-Est (33,0%), seguito da Nord-Ovest (27,1%), Centro (19,9%), Sud (13,1%) e Isole (6,9%). Quattro regioni – Lombardia (17,2%), Emilia Romagna (13,3%), Veneto (12,0%) e Toscana (8,1%) – raccolgono oltre la metà delle denunce complessive.
Per i decessi in occasione di lavoro, la flessione del 4,1% rilevata a livello nazionale scaturisce da cali diffusi in tutte le aree territoriali, con il solo dato del Nord-Est rimasto invariato. L’incidenza più elevata dei casi mortali si registra nel Nord-Ovest (25,6%), seguito da Sud (23,3%), Nord-Est (21,0%), Centro (19,2%) e Isole (10,9%). Tra le singole regioni, la Lombardia (con il 13,6% dei decessi denunciati in occasione di lavoro) precede la Campania (9,3%), il Veneto (9,3%) e l’Emilia-Romagna (8,5%).
Genere ed età
Dall’analisi delle caratteristiche demografiche degli infortunati emergono elementi significativi:
- In ottica di genere: nel 2025 quasi un terzo (32,1%) degli infortuni in occasione di lavoro ha riguardato le lavoratrici. L’aumento complessivo dello 0,5% delle denunce è dovuto esclusivamente alla componente femminile, cresciuta del 2,1%, a fronte di una sostanziale stabilità del dato maschile (-0,3%). Per i casi mortali, la riduzione ha riguardato entrambi i generi (-12,9% per le donne e -3,5% per gli uomini), con la quota femminile che si attesta al 6,1% del totale (circa un caso su 16).
- Classi di età: si rileva una diminuzione delle denunce solo nella fascia centrale 35-49 anni (-2,0%), a fronte di incrementi per gli over 64 (+8,4%), per i 50-64enni (+1,1%) e per i giovani fino a 34 anni (+1,6%). La quota maggiore di denunce ricade sui lavoratori tra 50 e 64 anni (35,5%). Per i casi mortali, due vittime su tre hanno più di 50 anni.
Malattie professionali: le denunce toccano il picco più alto
Dal focus statistico dedicato alle patologie lavoro-correlate emerge che nel 2025 le malattie professionali denunciate all’Istituto sono salite a quota 98.312, segnando il picco più alto degli ultimi 26 anni. Rispetto alle 88.338 denunce del 2024, l’incremento è dell’11,3%, pari a circa 10mila casi in più.
I lavoratori ammalati coinvolti sono stati 63.136, con una media di 1,6 denunce per ogni lavoratore (effetto delle denunce “plurime”, tipiche delle patologie muscolo-scheletriche).
Per i lavoratori nati all’estero si registra un incremento delle denunce del 18,5% (9.073 casi).
Come sottolineato dall’INAIL, la crescita costante delle malattie denunciate negli ultimi anni non riflette necessariamente un peggioramento delle condizioni di lavoro, ma evidenzia piuttosto un’efficace emersione del sommerso, frutto di una maggiore consapevolezza dei lavoratori, dell’azione capillare dei patronati, della tempestività dei medici certificatori e dell’adeguamento delle tabelle delle patologie riconosciute.
In sintesi, il quadro delle patologie mostra:
- Malattie muscolo-scheletriche: continuano a essere le più frequenti con 70mila denunce (tre casi su quattro codificati), con prevalenza di disturbi dei tessuti molli e dorsopatie.
- Sistema nervoso e orecchio: seguono con oltre 11mila casi le malattie del sistema nervoso (con netta prevalenza delle sindromi del tunnel carpale) e quasi 6mila denunce per patologie dell’orecchio (ipoacusie e sordità).
- Tumori professionali: superano i 2.400 casi e rappresentano la prima causa di morte tra i tecnopatici; due su tre sono asbesto-correlati (principalmente mesoteliomi della pleura e tumori polmonari).
A livello di distribuzione territoriale delle malattie professionali, l’area geografica con il maggior numero di patologie denunciate è il Mezzogiorno con 37.430 casi, seguito dal Centro con 34.620 e dal Nord con 26.26. A livello regionale il primato spetta alla Toscana con 16.438 denunce (16,7% del totale), seguita da Puglia (11.188) e Abruzzo (8.695).
Gli incrementi percentuali più elevati rispetto al 2024 si registrano in Molise (+68,2%), Valle d’Aosta (+61,0%) e nella provincia autonoma di Trento (+26,8%).
L’importanza della prevenzione, della formazione e la consultazione dei documenti integrali
I dati del 2025 lo confermano: la promozione della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro rimane una priorità fondamentale per contenere i rischi e prevenire sia gli eventi infortunistici che l’insorgenza delle tecnopatie.
Per chi desideri consultare l’analisi completa, esaminare la reportistica territoriale o approfondire i singoli dati statistici, si rimanda alla consultazione dei documenti integrali pubblicati ufficialmente dall’Istituto sul sito ufficiale INAIL:
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